Biciclette pieghevoli
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Coolbike Storia della Bicicletta Pieghevole

Come nasce la bicicletta pieghevole?

Il britannico William Grout sviluppò la prima bicicletta pieghevole e smontabile e la fece brevettare nel 1878.  Pneumatici pieni,  ruota anteriore smontabile  in quattro segmenti radiali che potevano trovare posto con il loro telaio piegato in una valigia triangolare.

Nel 1896 fu brevettato il "Faun", una bicicletta di sicurezza con il classico telaio "a diamante" , il cui telaio poteva essere piegato nel mezzo di un asse verticale.

Dall'inizio del XX secolo l'esercito europeo mostrò interesse nelle biciclette pieghevoli e questo scatena lo sviluppo di diversi modelli. Esempi sono la variante smontabile della "Dursley Pedersen", biciclette pieghevoli per l'esercito svizzero o la "Fongers" olandese del 1909, con la particolarità di aver utilizzato per prima piccole ruote di circa 16". Nella seconda guerra mondiale la BSA sviluppò la "Folding Military Bicycle" per l'esercito britannico, usata anche dai paracadutisti per poter lasciare più in fretta il posto di atterraggio. Da questa bicicletta è nata oggi la "Galaxe".

Nel campo civile ci furono tra gli anni '20 e gli anni '40 diverse biciclette pieghevoli a ruote piccole come la "Petit Bi" francese .

La mitica Graziella

Nel 1964 (in pieno boom economico) la ditta Carnielli di Vittorio Veneto presentò il modello innovativo Graziella, che si diffuse rapidamente nel mercato italiano, grazie alla buona qualità costruttiva alla sua eleganza. La bicicletta era strutturata senza canna orizzontale e con un semplice sistema che tutti ricordiamo come lo snodo centrale, piccole ruote, sella e manubrio smontabili.

In Inghilterra nel frattempo la "Moulton Stowaway" fu protagonista nello sviluppo delle biciclette pieghevoli e smontabili dall'inizio degli anni '60 con ruote da 28 pollici e un telaio a cannone unico, rigido e divisibile a passante profondo, raggi da 16",fu la prima bicicletta a disporre di una sospensione elastica piena con elementi in gomma (Alex Moulton aveva sviluppato anche una sospensione elastica in gomma della "Austin Mini"). In questo modo si potè quindi unire la velocità, la tenuta di strada e la comodità alla guida in un modo fino ad allora sconosciuto.

La "Moulton Stowaway" e il suo modello di riferimento erano di grande successo a livello internazionale e decisivi per lo stile, tanto da scatenare l'"ondata di biciclette pieghevoli" nella cui sequenza praticamente ogni produttore aveva una bicicletta pieghevole in programma. In genere si trattava di imitazioni molto elementari con costruzioni economiche e telai instabili, senza sospensione. La limitata qualità di questi modelli causò il ritiro di molti di essi, tanto che l'"ondata di bicilette pieghevoli" alla fine degli anni '70 era già terminata.

Tuttavia vi erano anche negli anni '70 nuovi sviluppi come la "Bickerton" paricolarmente leggera dell'ingegnere aeronautico Harry Bickerton, che giunse sul mercato nel 1970 con un telaio in alluminio senza segni di saldatura e che fu costruita fino al 1992.

Dalla fine degli anni '80 Heiko Müller e Markus Riese hanno progettato "Birdy", una bicicletta pieghevole completamente elasticizzata con un telaio in alluminio le cui giunture elastiche nelle forcelle posteriore e anteriore servono contemporaneamente come giunture di piegatura.